Il metodo

FL·2026

06 / 10

Tre livelli di analisi,
un solo standard forense

Si sale solo quando serve, e ogni passaggio produce un documento che regge da solo.

L124/48 ore

Analisi AI

Il campione non si muove: si muovono le immagini. Su un repertorio fotografico standardizzato, con otto scatti obbligatori e illuminazione e scala definite dal protocollo, uno screening automatizzato con intelligenza artificiale confronta tipografia, allineamenti, finiture, coerenza del codice lotto e integrità del cellophane con i riferimenti di marca; il perito ne valida l'esito. È il livello che chiude in fretta i casi evidenti e che decide se ha senso salire. L'esame rileva elementi di compatibilità, anomalie o difformità visibili: l'assenza di anomalie fotografiche non costituisce, da sola, prova assoluta di autenticità.

Esito

Referto L1 con esito e repertorio fotografico allegato.

Flaconi e astucci disposti su banco d'acciaio con segnalini numerati.
L1 · repertazione fotograficaFL·LAB·11

Cosa si verifica

  • 01Tipografia e cromia dell'etichetta
  • 02Geometria del collare e del tappo
  • 03Coerenza del codice lotto con il formato di marca
  • 04Sigillatura e trama del cellophane
  • 05Simbologia obbligatoria e dati del responsabile
  • 06Corrispondenza EAN / referenza
L23/5 giorni

Verifica fisica

Il campione entra in laboratorio e viene confrontato con un esemplare originale di riferimento. Si misura: peso, volume, tolleranze del collare, forza di estrazione del tappo, spessore del vetro, grammatura e fibra del cartoncino. Le differenze vengono misurate e documentate, rendendo il confronto tecnicamente riproducibile e utilizzabile nell'ambito della valutazione peritale.

Esito

Referto L2 con tabella comparativa delle misure e scostamenti.

Due tappi in ottone confrontati con un calibro digitale.
L2 · comparazione dimensionaleFL·LAB·04

Cosa si verifica

  • 01Comparazione diretta con esemplare originale
  • 02Misure dimensionali con calibro digitale
  • 03Peso lordo, netto e volume effettivo
  • 04Analisi del substrato cartotecnico
  • 05Verifica di incisioni, serigrafie e rilievi
  • 06Esame in luce radente e UV
L37/10 giorni

Analisi chimica

L'analisi con gascromatografo accoppiato alla spettrometria di massa, condotta avvalendosi di studi certificati, separa il jus nei suoi componenti e ne restituisce il profilo: un cromatogramma è un'impronta digitale della fragranza. Il confronto con il profilo dell'originale mostra picchi assenti, picchi estranei e rapporti alterati. È qui che emergono i solventi industriali e gli allergeni non dichiarati.

Esito

Referto L3 con cromatogramma comparativo, tabella dei picchi e conclusioni.

Vial ambrate nel carosello di un gascromatografo, con siringa di iniezione.
L3 · iniezione nel gascromatografoFL·LAB·02

Cosa si verifica

  • 01Preparazione e diluizione del campione
  • 02Separazione cromatografica e identificazione spettrometrica dei composti
  • 03Confronto con profilo di riferimento
  • 04Individuazione di composti estranei
  • 05Ricerca mirata di sostanze e marcatori d'interesse, secondo il quesito tecnico e la metodica applicabile
  • 06Quantificazione dei rapporti d'area

L3 · L'impronta

Una fragranza ha un'impronta digitale

Il gascromatografo la separa nei suoi componenti, lo spettrometro li identifica. Sovrapposta a quella dell'originale, la differenza smette di essere un'opinione.

Caso 2026-0418 · sovrapposizione

Colonna 30 m · He 1,2 ml/min · 40→280 °C

  • Profilo di riferimento
  • Campione in esame
Confronto dei marcatori fra profilo di riferimento e campione in esame
RTCompostoRiferimentoCampioneEsito
4.12Limonene0.820.44sotto soglia
10.85Dietilftalato·0.68estraneo
12.47Iso E Super1.000.58sotto soglia
16.05Cumarina0.420.20sotto soglia
18.64Ambroxan0.74·assente
22.10Galaxolide0.630.24sotto soglia

Valori dimostrativi, coerenti con il protocollo FL-P/03 · aree normalizzate sul picco maggiore del riferimento

Il percorso peritale

Dal sospetto alla prova

Sei fasi che portano un dubbio fino a un documento con valore probatorio, e oltre: fino alla quantificazione del danno.

  1. 01

    Osservazione e identificazione

    caratteristiche visive, materiali e finiture

  2. 02

    Analisi tecnica e comparativa

    confronto con database e campioni originali

  3. 03

    Test strumentali avanzati

    gascromatografo presso studi certificati e analisi dei materiali

  4. 04

    Valutazione e report finale

    referto tecnico con esito e raccomandazioni

  5. 05

    Supporto legale e investigativo

    utilizzabile in sede giudiziaria

  6. 06

    Stima del danno economico per i brand

    stima economica validata da studi legali ed economisti forensi associati

Protocollo FL-P/04

La catena di custodia

Una perizia vale quanto la storia del reperto che la fonda. Se non si può dimostrare dove è stato il campione e chi lo ha toccato, l'analisi migliore non serve a niente.

Leggi il protocollo
  1. I.

    Presa in carico

    Il reperto viene numerato, fotografato in ingresso e sigillato. Il numero accompagna il campione fino alla restituzione.

  2. II.

    Registro dei passaggi

    Ogni apertura del sigillo è annotata con data, ora, operatore e motivo. Il registro è parte integrante del referto.

  3. III.

    Conservazione

    Campioni al riparo da luce e calore, in armadio chiuso. Le aliquote per l'analisi chimica sono prelevate una sola volta.

  4. IV.

    Restituzione o distruzione

    A conclusione della perizia il reperto torna al committente o viene distrutto su sua istruzione, con verbale.

Non sa da quale livello partire?

Nella maggior parte dei casi si parte da L1: costa poco, chiude in fretta i casi evidenti e dice con precisione se vale la pena salire. La pre-analisi di Forensis Lab Verify™ propone il livello sulla base delle foto e dei dati d'acquisto.